lunedì 16 novembre 2009

Le immagini interne sulla condivisione di intenti sulla famiglia, oggi

Il Convegno Famiglia Oggi si è concluso da due settimane. Nei primi dieci giorni molti di noi hanno trasmesso l’onda di emozioni suscitate. L’invito in apertura del Convegno era di metterci in gioco tutti, anche se non ci sarebbe stato spazio per domande o commenti alla fine di ogni relazione. Non ci sarebbero stati nemmeno spazi di comunicazione in orizzontale in gruppo ed intergruppo. Ho evocato un suggerimento dell’antica scuola tolteca dei sognatori di ‘scrivere col dito’ nello spazio di coscienza comune che avremmo creato, tutto quello che si sarebbe mosso emozionalmente e come insight di consapevolezza in ognuno di noi. Avevo promesso che le voci fondamentali nel dire ciò che vogliamo diventi la Famiglia Oggi, non sarebbero state quelle dei relatori, ma di chi ascoltava. Ed ecco l’immagine dell’ascolto partecipato, pieno di ciò che siamo, che abbiamo creato. 'Se posso commentare il momento più emozionante di tutto il Convegno è stato…SUBITO!!!! Sabato mattina...Come se lo avessi aspettato tanto.'Ha scritto Partecipazione /cinque/2.

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COSA CI HA PORTATI FIN QUI, cosa ha mosso tanta attesa prima, ed emozione durante e dopo il Convegno? Proviamo a rispondere insieme, perché è sempre incredibile quando accade. Io vedo il fattore sincerità, verità, trasparenza, nel metterci in contatto con la parte di noi che è ancora prioritaria e pregnante di sentimento: la nostra dimensione personale di Famiglia. La voce ufficiale della Presidenza Apei, (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani) ha inoltrato questa comunicazione alla mailing list ‘Cari colleghi, torno dal Convegno sulla famiglia, … organizzato in una magica Abbazia vicino al Garda. Stanze senza televisione, letti rigidi, brodino a cena… a parte questo il Convegno è stato denso di emozioni e suggestioni...Non c’erano i soliti tromboni a parlare della famiglia degli altri. C’erano FAMIGLIE vere che parlavano di sé . E parlando di sé affrontavano tutti i temi con cui abbiamo a che fare ogni giorno nel sociale.

Si attraversavano vissuti personali,racconti, emozioni, sofferenze umane raccontate dai protagonisti. Ma si cercavano anche risposte, progetti, idee. Sono partito carico della mia Palermo, dei miei quartieri, della violenza sui giovani, sulle donne, della violenza vissuta e agita in famiglia.

Mi sono convinto che i convegni sulla famiglia DEVONO organizzarli le ‘famiglie’ , che per immediatezza e capacità di linguaggio, toccano il cuore e la mente. Chiara ci ha accompagnati in questo viaggio, da buon pedagogista, facendoci attraversare un ponte verso noi stessi, verso la nostra famiglia … Io continuo il mio viaggio, ma con un poco di calore in più nel cuore. ‘ L’interscambio è avvenuto, perché ci siamo sintonizzati, tutti, su una comunicazione totale. Quando questo avviene non fa differenza chi parla, chi canta, chi interpreta un testo narrativo, chi ascolta, assiste, elabora.

Abbiamo toccato la realtà che sperimenta in famiglia ognuno di noi, relatori e partecipanti, presenti senza maschere. I racconti, le letture, le brevi comunicazioni artistiche che abbiamo elaborato dal vivo sul tema della ricerca dell’Amore totale, ci hanno trasportati in mondi simbolici universali. Le evocazioni poetiche del racconto L’Albero che torna a fiorire, di Hyemeyhosts Storm, ci hanno ricordato che intuitivamente già conosciamo uno spazio di integrazione armonica tra le parti di noi. Il racconto eroico di Tristano ed Isotta ci ha permesso di oggettivare il senso innato di drammaticità che accompagna i nostri innamoramenti e le nostre separazioni .


Le canzoni ci hanno fatto viaggiare in profondità, su onde di suono e ritmo che hanno parlato a parti di noi aperte al SENSO DI UNIONE, come ‘One’.

Oppure sono riuscite a farci sorridere, per qualche minuto almeno, delle nostre convinzioni illusorie sull’amore, tanto ingenue, quanto drammatiche come in ‘ La canzone dell’amore capovolto ’.


Siamo andati a contatto con nuclei sconcertanti della vita di coppia: la perdita di connessione con la naturelezza istintiva che potremmo avere nel vivere la sessualità, o l’incomprensione reciproca che ci porta a doverci separare per mantenere la nostra integrità . Abbiamo condiviso partecipi la comunicazione coraggiosa di relatrici che hanno parlato in prima persona dell’esperienza di separazione coniugale. E l’evocazione di un relatore dei momenti in cui nella comunicazione finiamo completamente fuori centro, raccogliendo, ahimè, l’energia ( DEMONE) dello scontro. E l’immagine pregnante del CONO in cui siamo proiettati dal nostro passato storico nel progettare la nostra dimensione di famiglia?




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Gli spazi artistici dello spettacolo: il sogno di vita di un amore semplice di un donna per il proprio uomo di Song for two, l’amore sincero per il Me Stesso totale e imperdibile di Higher Love.

Le nostre radici dell’amore nel femminile e nel maschile, nello spirituale e nel materiale dei primi Arcani e quello che recuperiamo in noi, raccordandoci a quell’antica consapevolezza.
E poi …. il gioco delle rotture d’amore con le carte colorate, che ha liberato i nostri bambini felici.


Queste sono state le principali emozioni comuni, nate da esperienze esterne, che abbiamo potuto fissare in immagini.
Ma c’è ancora molto altro da radicare e condividere, se abbiamo il coraggio di entrare nella terza fase del progetto: CREARE UN CONSENSO CONDIVISO fondando nuove verità nella consapevolezza comune. Ognuno di noi ha immagini pregnanti di situazioni esterne sfuggite alla macchina fotografica, o fatte solo di un’emozione provocata forse solo da una parola, o da una situazione che potrebbe essere stata significativa solo per noi, ma che allargherebbe la realtà che abbiamo tracciato sulle radici e sulle ali della famiglia se decidessimo di comunicarla.

Lancio un invito. Troviamo le immagini interne personali, che sono sopravvissute nelle due settimane di vita lavorativa e familiare trascorse dal convegno. Sentiamo la profondità del messaggio che contengono. Proviamo a diventarne consapevoli. E, se possibile, portiamo anche la nostra parola personale nella trama che è stata fin qui intessuta. Le fissazioni limitanti dell’esperienza familiare che abbiamo in comune sono il senso di scarsa autostima, di inadeguatezza, che sfociano in un atteggiamento di chiusura egocentrica. Tanto a chi interessa quello che ho scoperto io …. E se fosse invece veramente importante che anche IO mi metta in gioco ? Se il gioco fosse la partecipazione di ognuno, perché il puzzle si completi ? In famiglia abbiamo perso l’amore per la nostra verità, abbiamo smesso di credere alla sua preziosità. La verità è viva quando la comunichiamo. La nostra Parola è sempre importante, quanto quella di chiunque altro, anche se ci dicevano che … ‘I genitori sono nati prima, quindi sanno loro quello che è giusto ! ‘
Quando radichiamo una nostra esperienza in un nostro spazio di consapevolezza, rendendola la nostra verità, costruiamo una parte del centro di noi stessi, che in Famiglia normalmente viene svenduto. La verità del vissuto di ognuno di noi, è ciò che questo percorso del Convegno ha creato fin qui. E’ il momento di fondare un nuovo atteggiamento nella dimensione familiare : il RISPETTO CHE OGNUNO DI NOI DEVE ALLA VERITA’ DI CIO’ CHE HA VISSUTO E SPERIMENTATO stando insieme agli altri. LA GENEROSITA’ NEL CREDERE CHE LA NOSTRA VERITA’ SIA IMPORTANTE PER TUTTI. Chi ci sta?

D.ssa Chiara Sozzi, Terapeuta delle Relazioni familiari

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Segnalazione eventi

- Sabato 21 novembre, h. 16,30 - Prabhat sarà a Damanhur con
'Le storie sono il cibo dell'anima'
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Scarica Pdf
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Sarà anche l'occasione, se ci sarà qualcuno di voi, per approfondire l'intervento, appena accennato al Convegno, sulla possibilità di realizzare progetti familiari di Organizzazioni scolastiche o parascolastiche.

Comune di Vidracco - Torino - info: 0124.512175 , oppure cell. di Gazzella 328.1205015 - Partecipazione gratuita

Se segnalate la partecipazione con i vostri bambini, i ragazzi di Damanhur vi offrono un servizio baby sitter gratuito ... con la lettura di storie edite da Bambini Nuovi ( la casa editrice di Prabhat). Segnalate con anticipo la presenza e l'età ....
Vi allego la copertina di una delle storie .... per invogliare voi e i vostri bambini a venire.



- Sabato 28 novembre, h. 20 - Monica Antonioli metterà in scena
'I 22 volti dell'Amore'
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(tutti gli arcani maggiori!) - Con la compagnia degli Zelattori (la stessa del Convegno, al completo) , regia di Monica Antonioli

Presso l'Auditorium di Villa Milesi - Palazzo del Comune , Lovere (Bergamo)
info Monica 348.4112057 - Partecipazione 20,00 Euro



giovedì 5 novembre 2009

Il Convegno Famiglia oggi: Una mappa di emozioni








Abbiamo rotto la fissità di schemi del

passato sulla famiglia, dando LIBERTA'

di MOVIMENTO ALLE EMOZIONI.














Abbiamo messo insieme le nostre
RISORSE


Ci siamo coinvolti con TUTTI NOI STESSI.
Abbiamo partecipato in modo totale, mettendoci IN GIOCO.


Abbiamo lasciato TRACCE VISIBILI del MOVIMENTO COMUNE.



Abbiamo creato MAPPE della nostra FUSIONE DI INTENTI.





E abbiamo detto: questo è il NOI che siamo insieme!

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Da qui la parola a voi partecipanti, relatori, staff, organizzatori.

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Diamo voce ai nostri vissuti!


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domenica 25 ottobre 2009

Indicazioni per la navigazione nel blog


Benvenuti nel nostro spazio di comunicazione di Famiglia Oggi.
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In questo primo post sarà costantemente mantenuta la PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO
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Cliccando sui titoli a segiure è possibile accedere alla documentazione essenziale per conoscerne le principali caratteristiche e le modalità di partecipazione.
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IL BLOG HA LA DUPLICE FUNZIONE DI:
1. spazio di presentazione per mettere a disposizione di tutti il vasto materiale prodotto
2. forum che attiva già da ora lo scambio tra organizzazione – partecipanti – relatori.
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NELLA COLONNA DI DESTRA POTETE TROVARELA COMMUNITY DEL BLOG:
- Percorso di preparazione al Convegno
- Comunicazioni del Team di Formazione
- Comunicazioni libere degli iscritti al convegno
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NELLE PUBBLICAZIONI A SEGUIRE:
- Presentazione del Convegno
- Comunicazioni postate nel mese con i commenti
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PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO:
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Reti di famiglie: Reti d'amore, consapevole, in azione

Percorso di Preparazione al Convegno Doc_11

Come trovare serenità a livello profondo?
Come ancorare noi stessi e le relazioni d’amore, di affetto, che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo, a una certezza basata su una padronanza interiore che l’amore c’è, e può essere vissuto con sempre meno rischio di sofferenza?
Come programmare in modo più efficace le modalità quotidiane con cui ci relazioniamo? Come assegnare nuovi valori al maschile ed al femminile dentro di noi?
Come vivere l’attrazione sessuale e, ancora oltre, il magnetismo tra noi ed i nostri figli, in modo sano, creativo?

Tutto questo ci coinvolge a GUARDARCI DENTRO, PER ESSERE MIGLIORI FUORI.
E sappiamo che IL MODO IN CUI E’ AL MOMENTO OGNUNO DI NOI, E’ CONNESSO A UN SOGNO COMUNE, creato con convinzioni, sentimenti, reazioni istintive ‘scritte’ dentro di noi. E quando vediamo noi stessi con uno sguardo a 180° che insieme coglie anche la realtà di chi ci sta attorno, diventa più facile cogliere i CODICI INCONSCI di come funzioniamo, e di come possiamo trasformarci.

SENTIRCI CONNESSI AGLI ALTRI E’ LA CHIAVE FONDAMENTALE PER QUALSASI TIPO DI CAMBIAMENTO, sia dentro, che fuori di noi.

ONE’ , la prima canzone che ci canterà Francesca Caruso nella seconda giornata di Convegno, ci farà viaggiare fino allo spazio di percezione in cui la cosa più immediata è sentirci uniti.
E’ uno spazio di semplicità, leggerezza, poesia, creatività, che dissolvono gli ostacoli mentali frapposti tra di noi. E ancora, più avanti, IL CANTO DEL CERCHIO, nella stessa vibrazione di semplicità di cuore, ci farà sentire che ‘Quando tu sei qui con me, io paura più non ho, non son sola, sento che ce la farò. Insieme a te ci riuscirò’.

Nella giornata Noi Figli-Noi Genitori, partiremo focalizzando che siamo genitori nel modo in cui siamo (o siamo stati) figli e in cui siamo genitori a noi stessi. L’ANCORAGGIO DELLA NOSTRA FAMIGLIA–DELLE NOSTRE FAMIGLIE, che noi creiamo a diversi livelli, nelle molte prospettive possibili (anche il gruppo di Famiglia Oggi è al momento una famiglia) E’ LA FIDUCIA NELL’AMORE CHE SAPPIAMO ALIMENTARE IN NOI.

Rassicuràti da questa prospettiva proveremo a lanciare il sogno di una VISIONE PIU’ AMPIA di quello che possiamo realizzare.
Lo faremo con gli interventi di Rita Bochicchio (Gazzella), Counselor in Psicosintesi e di Susanna Memè (Iride) psicologa, responsabili del Dipartimento Educazione della Federazione di Comunità di Damanhur (Ivrea), ‘In quanti modi si può uscire dall’isolamento nell’educazione dei figli? Un’esperienza di campo educativo unito e di scuola gestita dai genitori’ , che ci porteranno in una prospettiva di RETE TRA GENITORI, FIGLI, FAMIGLIE.

A seguire anche l’intervento di Prabhat Eusebio ‘Il coraggio e la responsabilità interiore di genitori che decidono di dar vita ad un progetto scolastico condiviso’ , entrerà in modo pragmatico nel ‘COME FARE’ per diventare INSIEME protagonisti del futuro che offriamo ai figli.

Lascio la parola a Iride (la d.ssa Memè Susanna), che ci ha inviato una sua comunicazione sul valore che può avere vivere L’AMORE TRA FAMIGLIE.

Da qui segue la comunicazione di Iride, che, dopo un avvio teorico, scorrerà come una bella fiaba, raccontata da una nonna allegra, creativa, e un po’ pazza…d’amore!

‘OGNI SENTIMENTO, OGNI PICCOLO CHE CRESCE, HA IL SUO VILLAGGIO.

Amore, voglia di condividere e di realizzare qualcosa di grande o di piccolo che sia, INSIEME.

Oggi da tante parti si parla di “fare comunità”. Nel sociale questa definizione designa i processi di ri-apparentamento di un tessuto sociale, di ri-cucitura del “noi” e delle reti di relazioni, che il boom economico e l’avvento della dittatura del mercato, ha sottratto alle realtà che, almeno in parte, prima le possedevano. Qui non stiamo parlando di un nostalgico sguardo al passato. Nel passato, ci sono tanti errori e deviazioni, insieme a tante cose parzialmente buone, messe a punto nei secoli.

Nell’oggi, la possibilità di affermare scelte e direzioni che uniscano la mente ed il cuore, la tecnologia e la coscienza più allargata, che solo un gruppo umano, non il singolo ricercatore, ha la forza di addensare. Far parlare i simboli profondi presenti in ciascuno, attivati dallo studio, dalla ricerca e dallo scambio. Procedere per teorie predeterminate ed ipotesi da dimostrare. Fare esperienza diretta dei fenomeni vitali e successivamente dare un nome ed una teoria a quanto trovato. In qualsiasi modo ci si appropri della mela della conoscenza, essa fa traslare ed estrarre dalla sopravvivenza pura e semplice, i sottili codici di un amore che si fa coscienza, libero arbitrio, imprenditorialità di se stessi e dei propri laboratori alchemici intimi. Da questo spazio interno si distillano sostanze, delle quali si nutre la nostra forza vitale ed animica, sostenendosi nello sforzo di uscire dall’ipnosi della separatività .

Il che vuol dire, nella vita di tutti i giorni, gestire le insicurezze, le paure, il senso del possesso, la dipendenza, sapendo che ci sono e che il lavoro per trasformarle, passa attraverso la fiducia e lo scambio con gli altri, che il giudizio e soprattutto l’auto - giudizio sono un ostacolo, una scusa per non cambiare, per non accettare che sì, si può star bene, essere felici, oddio…Ma tutto questo può fare più paura del disagio a cui siamo ormai abituati da secoli…senza le mie piccole o grandi magagne, sofferenze, non so più chi sono, non ho più punti di riferimento. Soprattutto nei sentimenti…

E se la nostra stella polare diventasse la bellezza e la voglia di osare e raggiungere il Sole, quella parte luminosa di noi ed oltre noi che possiamo concepire, pur abitando la materia e le forme?

Cosa sarebbe l’amore? Cosa sarebbe la famiglia? Cosa sarebbe allevare piccoli della nostra specie lasciando i loro potenziali intatti e non decurtandoli e mutilandoli, come sa fare la nostra alternanza di consapevolezza?

Si potrebbe addirittura scrivere un nuovo Mito, quello della rinascita di un piccolo Pianeta Azzurro, ai confini delle galassie, dimenticato perché di poco conto e prossimo alla distruzione.

Si potrebbe narrare di come, a dispetto di una tendenza alla riduzione degli ideali e dei valori della sua specie dominante, il riscatto sia partito da tanti piccoli gruppi, composti proprio da individui di questa specie, in agglomerati diversi, sparsi su tutto il globo.

Del fatto che ognuno di essi, a suo modo, abbia intonato una canzone e di come le diverse note abbiano saputo far “ri-suonare” e “ri-sognare” da capo tutto l’esistente, ridando coraggio e lucidità alle persone di buona volontà.

Tanti piccoli gruppi, animati dalla voglia di agire, di compiere azioni utili per modificare la direzione imposta dal mercato del pianeta e cambiare le regole del gioco, rendendolo capace di mettersi al servizio della vita di tutte le specie e di tutte le loro diversità.

Tante individualità composte da piccoli frammenti luminosi interconnessi tra loro che, uniti, possono arrivare oltre ogni limite. Nelle grandi e nelle piccole cose.
Nel sapersi mettere in discussione e crescere con i propri compagni e partner, nel sapersi mettere alla stessa altezza dello sguardo di un piccolo, raggiungendo così l’altezza delle stelle.

E di come questo, da Mito, possa essere diventato Storia.
Insieme, si può.‘

D.ssa Susanna Memè, Psicologa

Che in quel mondo di gruppi interconnessi si fa chiamare ‘Iride’ come l’iridescenza di un grande arcobaleno. Grazie, Iride!

D.ssa Chiara Sozzi,Terapeuta delle Relazioni Familiari

POST COLLEGATI:
  • ‘In quanti modi si può uscire dall’isolamento nell’educazione dei figli? Un’esperienza di campo educativo unito e di scuola gestita dai genitori’ , Rita Bochicchio e Susanna Memè
  • ‘Il coraggio e la responsabilità interiore di genitori che decidono di dar vita ad un progetto scolastico condiviso’ , Prabhat Eusebio
  • One, Il canto del Cerchio, Il seme – Canzoni di Francesca Caruso
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