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venerdì 28 agosto 2009

Programma seconda giornata_3

01 novembre 2009 - secondo pomeriggio
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Noi figli - Noi genitori

17.00 Il coraggio e la responsabilità interiore di genitori che decidono di dar vita ad un progetto scolastico condiviso

Prabhat Eusebio - Editore della Casa editrice Bambini Nuovi per l’uomo futuro, impegnato nella ricerca degli strumenti per la progettazione pedagogica di scuole-famiglia - Orbassano (TO) www.bambininuovi.com

Un campo educativo efficace si fonda sulla consapevolezza di genitori che lasciano le maschere dei condizionamenti educativi e sociali. Esplorare e trasformare il rapporto con le proprie emozioni e con il corpo è il valore aggiunto che permette di creare un ambiente di crescita sano, in cui la libertà è innanzitutto della mente. Con le nozioni burocratiche e legislative necessarie, sarà possibile trasformare il sogno educativo di un gruppo di genitori, nella realizzazione pratica di un progetto di scuola-famiglia.

17:45 Continuità del lavoro del Convegno:

Prosecuzione del Progetto famiglia Oggi: Lavoro in rete sulla Famiglia nel blog

Chiara Sozzi, Stefano Pace
Carla G. Colotti, Serena Melloni

Partecipanti, relatori, figure professionali possono dar vita ad una progettazione congiunta. Il blog continua ad essere lo spazio di connessione della Community che è stata creata dal convegno, con la pubblicazione delle relazioni e delle elaborazioni e commenti di tutti coloro che hanno partecipato al convegno.

Appuntamenti e opportunità di esperienze di scambio e di stage formativi in prosecuzione dell’esperienza del convegno

Carla G. Colotti - Ass. Culturale Il Melangolo www.ilmelangolo.org

Progetto Editoriale ‘Famiglia Oggi‘

Chiara Sozzi e Prabhat Eusebio

Aperto ai relatori, alle figure professionali, agli editori, a coloro che desiderano collaborare.
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18.00 Ringraziamenti e conclusione
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mercoledì 20 maggio 2009

Noi figli - Noi genitori



Definizione di area

Siamo nati prima di loro. E una parte di noi pretende di sapere come dovrebbero diventare per trovarsi bene in questa società. Se seguissero le nostre indicazioni, forse ci permetterebbero di vivere ogni giorno senza affanno, e di stare tranquilli per il loro futuro. Ma sembra non ne vogliano sapere delle nostre certezze. Ciò che noi ben sappiamo per esperienza per loro non ha senso. Sono poco controllabili, spesso ostinati. Sembra che cerchino di sfuggire alle regole, all’impegno che richiede sforzo. C’è una parte di ribellione in loro, che non scompare dopo le fasi evolutive previste per prendere coscienza di se stessi. Sono sensibili ed affettuosi, se presi per il verso giusto. Ma possono diventare cinici nel mettere distanza, o contrapporsi. Comunque poco disponibili all’obbedienza, sono geniali ed irriducibili nel puntare all’obiettivo che hanno scelto. E quasi sempre diverge dal nostro. A volte incredibilmente creativi, se capita possono essere passivi ed abulici. O agitati ed iperattivi. Imprevedibili, e comunque ai nostri occhi incostanti.
Sono loro: bambini, adolescenti, giovani adulti delle generazioni arrivate a cavallo del 2000. Come è possibile capirli, e riuscire a comunicare con loro? E, dato che sembrano così diversi da noi, come aiutarli a trovare se stessi? Dove si trova la posizione di equilibrio tra la velleità di lasciarli liberi di decidere tutto, e le ricadute nell’imporci su di loro? Come possiamo noi adulti, genitori, educatori, operatori professionali arrivare ad essere noi stessi, liberati sia da posizioni astratte ed idealistiche, sia da sensi di colpa, preoccupazioni, moralismi o rivalse nei loro confronti? Si può modificare lo spazio restrittivo della famiglia nucleare, in cui il potere decisionale, la responsabilità e la cura rispetto ai figli pesano completamente sulle nostre spalle personali? Può finire lo squilibrio di dover compiere immani sacrifici per i figli, superando la conseguenza, spesso ineliminabile, che prendano in ostaggio la nostra vita?


Quanto la società dei consumi in cui viviamo, incide sulle aspettative quotidiana dei nostri bambini ed adolescenti, e sulle nostre stesse aspettative personali rispetto a ciò che noi dobbiamo fare nel ruolo di adulti? Le scelte predeterminate entrano nella nostra vita non solo attraverso i media, ma anche attraverso la convivenza con i loro compagni di scuola, o di gioco. C’è una possibilità intermedia tra il farne degli omologati, oppure degli isolati? In che modo possiamo avere un ascendente efficace sui bambini e sugli adolescenti? Con che strumenti possiamo trasformare il senso di impotenza, che talvolta sopraggiunge nel decidere i valori in cui desideriamo che i nostri figli possano crescere? E, dato che la scuola assorbe la maggior parte delle loro energie, ci sono prospettive per entrare nel processo decisionale del loro progetto formativo? Viviamo in una società nei confronti della quale dobbiamo lottare, o possiamo individuare una via intelligente di integrazione e collaborazione? E ancora: i giovani dovranno continuare a perdere energia nello sforzo di proteggere la propria sensibilità ed integrità emozionale, e far conoscere lo stato di bisogno di attenzione e vicinanza amorevole, ammalandosi? Se bambini e adolescenti delle generazioni 2000 avessero in loro i codici per una trasformazione evolutiva del modo di porsi nella vita e nelle relazioni, sapremmo essere abbastanza umili ed intelligenti da capire cosa ci stanno indicando? Sapremo riconoscere nei loro disagi e nei loro atteggiamenti, a volte disturbati o disturbanti, la presenza di risorse nuove, che non abbiamo ancora riconosciuto? In questa fase di rapido cambiamento delle relazioni di coppia i figli di chi si separa, dovranno per forza ricevere danni al proprio senso di sicurezza, appartenenza, stabilità? O potrebbe essere che addirittura portino dentro di loro la visione di diverse prospettive relazionali ed istituzionali, legate al cambiamento complessivo di cui loro stessi sono parte? Potrebbero essere proprio le loro diverse predisposizioni il fulcro per un rinnovamento vitale delle strutture che insistiamo a torto a mantenere uguali nel tempo?

Sembrerebbe, da alcune osservazioni specifiche, che i bambini e gli adolescenti del 2000 portino in se stessi i codici delle emozioni. Ci lasceremo guidare da loro, attraverso le loro crisi, e i loro successi, per capire come possiamo riorganizzare profondamente il rapporto tra la nostra coscienza mentale dell’adulto, e la coscienza emozionale del bambino in noi?
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PRIMA PARTE : LA FAMIGLIA FABBRICA E LABORATORIO DI PARTECIPAZIONE
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Dr.ssa Colette Shama - Medico olistico, Specialista in Pediatria
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Spazio comunicazione: "Iniziare nella Gioia per dialogare con l’anima: Acqua, neonati e genitori" - Proiezione del Video "Acqua Maestra di Vita"
Patrizia Panizza, Vocational Educator

La chiave di intesa nella comunicazione: codici per sciogliere la contrapposizione tra figli e genitori
D.ssa Chiara Sozzi, Pedagogista, Terapeuta delle Relazioni Familiari

Gioco - Laboratorio di comunicazione noi figli / noi genitori
a cura di Rita Bochicchio (Gazzella Mimosa), Susanna Memè (Iride Pistacchio), Chiara Sozzi
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Cristiana Vignoli - Scrittrice, Sceneggiatrice, Regista.

Gli occhi dei bambini, porte per un paradigma di vita che è già dentro di noi. Legenerazioni indaco, cristallo…
Cristina Garavaglia - Ricercatore olistico
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SECONDA PARTE: CREARE RETI DI FAMIGLIE
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In quanti modi si può uscire dall’isolamento nell’educazione dei figli?Un’esperienza di campo educativo unito e di scuola gestita dai genitori.
Rita Bochicchio (Gazzella Mimosa), Counselor in psicosintesi educativa
Dr.ssa Susanna Memè (Iride Pistacchio), Psicologa , Artista

Il coraggio e la responsabilità interiore di genitori che decidono di dar vita ad unprogetto scolastico condiviso
Prabhat Eusebio - Editore della Casa editrice Bambini Nuovi per l’uomo futuro - Collegno (Torino)
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lunedì 11 maggio 2009

Presentazione

Famiglia oggi: primordiale necessità biologica, cellula minima della società, catena invisibile, magico crogiolo di vita e d'amore?

Intendiamo esplorare i diversi aspetti di questa realtà, per condividere esperienze e punti di vista, alla luce di ricerche e di approfondimenti svolti da chi si dedica con professionalità al tema delle relazioni familiari.

L'idea del progetto è quella di partire da un'osservazione onesta della nostra vita: le gioie, le esperienze e i dolori che ci provengono dalla famiglia d'origine e da quella attuale.
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L'intento è ridare chiarezza e legittimità ai valori archetipici che risiedono in ognuno di noi.
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Si tratta di riorganizzare la percezione del nostro passato, di costruire su basi solide, capaci di guidarci verso nuove prospettive.
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Quando le radici sono robuste, è facile crescere e librarsi in volo. Quando si espandono e si ancorano al terreno scompare la paura e si apre lo spazio della creatività. Si accede così ad un luogo tutto da inventare, dove fioriscono trasformazione e guarigione e dove l'amore che è in noi può finalmente fluire.
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La famiglia diviene un contenitore che rende possibile intimità, conoscenza di sé, rispetto dell'altro e vera unione.
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Una fantastica rete che al tempo stesso raccoglie e diffonde vita allo stato puro, in perfetta armonia con l'eterno ritmo dell'Universo. Una realtà che può espandersi, per abbracciare qualsiasi forma di relazione umana: famiglie allargate di coppie che si sono riorganizzate, oppure di amici, di compagni di squadra, di persone che hanno, magari, interessi diversi, ma uno stesso radicamento. Luogo d'incontro quotidiano tra esseri umani che sanno riconoscersi l'uno nell'altro e trovare preziose risorse nella reciproca diversità.

Sciogliere il nodo di separazione e isolamento che nasce da schemi non più attuali diventa cruciale: insieme è possibile scoprire che "siamo tutti sulla stessa barca", indipendentemente dal fatto di essere in coppia, separati, single, figli o genitori. Insieme si accede all'energia necessaria per rivalutare ciò che ancora oggi rimane come realtà vitale e trasversale: la famiglia.
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E' una via per riappropriarsi della gioia e dell'immenso potenziale creativo della vita che risiede in ognuno di noi, e per donare ai nostri figli radici e ali per volare.
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