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venerdì 28 agosto 2009

Programma prima giornata_1

31 ottobre 2009 - mattino
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Io nelle relazioni d’amore

9:00 Registrazione dei partecipanti

9:30 Apertura del Convegno
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Carla G. Colotti - Organizzazione, Progettazione blog e Tutor.
Ass. Culturale Il Melangolo - Salò (Bs) www.ilmelangolo.org

Serena Melloni - Organizzazione, Progetto grafico e Tutor.
Vivere con Gioia - Puegnago del Garda (Bs)

D.ssa Chiara Sozzi - Pedagogista, Formatore Umano, Terapeuta delle Relazioni Familiari, Mind Shifting Trainer.
2013gate - Milano

Stefano Pace, PhD - Assistant Professor in Marketing & Consumer Behaviour.

Serena Melloni - D.ssa Storia moderna. Operatore Olistico www.viverecongioia.org

Alcune riflessioni economico culturali sui principali modelli di famiglia del nostro passato recente:il gioco dei ruoli e le regole che hanno plasmato le dinamiche familiari. Individuare i meccanismi nascosti che prendono il comando della mente offre la possibilità di operare scelte più consapevoli.

10:30 Coffee break e spazio comunicazione partecipanti/relatori

11:00 L’albero che torna a fiorire

Reading su un racconto di Hyemeyosts Storm

Barbara Favaro
- Scrittrice www.myb-site.it

Dalla saggezza di popoli nativi della Terra, gli indiani dell’America del nord, un racconto profetico ci indica un cambio di percezione, una direzione verso cui guardare per cercare la nostra completezza: dentro a noi stessi.


Dr. Giuliano Guerra - Medico, Psicoterapeuta, Specialista in psichiatria e psicologia medica. Promuove nella relazione terapeutica l’approccio della psicologia e psichiatria spirituale www.giuliogiulianoguerra.it
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Gli spazi interiori della persona e i diversi piani da cui possiamo aprirci alle relazioni. Il riequilibrio e l’integrazione interiore tra parte femminile e parte maschile, per costruire la nostra completezza. Le relazioni armoniche nella persona che ha sciolto i legami genitoriali e che ha percorso la linea evolutiva dalla coscienza del bambino a quella dell’adulto, fino alla coscienza del Sé Transpersonale. La regia del nostro inconscio e quella dei piani di consapevolezza, nel vivere le nostre relazioni d’amore.

12:15 Pausa pranzo e spazio comunicazione partecipanti/relatori

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lunedì 11 maggio 2009

Io nelle relazioni d'amore

Definizione di area

La relazione di coppia nasce dal bisogno comune di sentirci amati ed amare. Intorno a questo bisogno ruotano altre necessità innate: appartenenza, sentirsi cercati, desiderati, dare e ricevere accudimento. E… la ricerca di passione, attrazione, appagamento sessuale. E ancora: il superamento del senso di solitudine, la ricerca di sicurezza.
Qual è il rapporto tra bisogni reali, e necessità indotte dal confronto con l’aspettativa sociale? I luoghi pubblici in cui si vivono i rituali di svago, benessere, piacere, rispecchiano ancora fortemente l’immagine che non c’è reale piacere se non si è ‘in due ’.

Cosa riceviamo in realtà dalle relazioni di coppia? L’essere in coppia risponde veramente al bisogno di vivere l’amore, o ciò che ci dà è soprattutto la rassicurazione rispetto all’idea di non essere soli? Perché lo status di persona ‘non in coppia ’ ci fa così paura? Come superare la dipendenza da un rapporto a qualsiasi costo, per costruire relazioni libere, autentiche, fondate sulla nostra integrità? Perché, per alcuni, la paura ancora più forte è quella invece di vivere in coppia?
C’è una antica convinzione radicata nel nostro comune inconscio che recita ’ Una donna non è nulla senza un uomo accanto ’ . ‘ Un uomo senza una donna non ha valore ’. Che capacità abbiamo raggiunto, come genere umano del 2000, arrivato all’attuale stadio evolutivo di coscienza di noi stessi, di coinvolgerci nell’amore di un rapporto a due, senza perdere parte dell’integrità personale che abbiamo raggiunto? Perché è più facile, soprattutto per le donne, mantenere un’immagine dignitosa di sé, e autonomia decisionale, quando non si vive una relazione passionale? Il mito potente delle ‘due metà ’ che cercano la parte complementare che le integra, e che quando la trovano e combaciano, ci regala l’amore perfetto… Quanto viviamo ancora il suo incantesimo?
Il ciclo dei trovatori ci ha regalato, ottocento anni fa, un altro mito altrettanto distruttivo. La storia di Tristano, che ‘cade’ in un amore impossibile quanto esaltante, per Isotta la bella. Isotta la saggia lo ama, e gli dedica totalmente il suo cuore standogli accanto ogni giorno per tutta la vita, ma il suo amore non guarisce le ferite d’amore di Tristano. Era la profezia della direzione che avrebbero preso le nostre aspettative profonde rispetto all’amore. L’amore vero deve essere mescolato alla sofferenza. L’amore non può dare felicità, se non per breve tempo, poi deve lasciare spazio alla delusione, al raffreddamento, all’abbandono, al tradimento. L’amore vero è sempre irraggiungibile. L’amore che non fa pagare un prezzo non ha sapore. Fin qui l’immaginario collettivo ha condito il sapore dell’amore con il senso del dramma. Siamo pronti per trasformare questo archetipo distruttivo? Con che risorse, già presenti in noi, possiamo far spazio ad un amore semplice, pacificante, che porta serenità, equilibrio, vitalità nella nostra realtà quotidiana?
Anche la sessualità potrà trovare pace, nella comprensione e rispetto reciproco delle energie femminili e maschili. Nella sensibilità al suo potere rigenerativo e creativo, non solo nella procreazione. Fin qui era principalmente ciò che ci era negato, o che intaccava la nostra integrità, ad attivare in noi il codice dell’attrazione. La routine spegneva l’amore, il magnetismo. Ci sono invece relazioni di coppia che rimangono vitalizzanti per entrambi i partners , dopo una lunga condivisione della quotidianità? Alcuni possono rispondere già affermativamente per se stessi, in sincerità. Per altri la verità porta ad ammettere la delusione del piccolo bimbo e bimba in noi, che nella convivenza di ogni giorno si aspettava di realizzare il sogno dell’amore trovato nel modo di cui loro hanno bisogno. E che invece non è arrivato. Anche riconoscere il parziale fallimento delle relazioni di coppia, nell’appagare il nostro desiderio di amore, può essere la premessa per un passo evolutivo significativo.
Cos’è veramente l’amore nella realtà quotidiana? Esiste l’amore che non fa pagare il sacrificio dell’integrità personale? E’ possibile amare senza assumere il controllo sull’altra persona, o costringere se stessi nella condizione mentale di dipendenza? Che rapporto c’è tra amare e voler bene? Quando il partner non sa darci ciò di cui abbiamo bisogno, come possiamo capire se è buono aprirci ad una relazione diversa, evitando di entrare nel senso di colpa per l’abbandono che agiamo sul nostro partner? Oppure come intuire che è invece il momento di cercare in prima persona, in noi stessi, per noi stessi, ciò che cerchiamo? Come trovare e mantenere la fiducia nella possibilità di essere amati così come siamo? E come vivere un’identità sociale di single, senza sentirci ‘meno’ di chi è in coppia, o dover ostentare cinismo nei confronti dell’amore? Da dove possiamo prendere amore, senso di vicinanza e comprensione, compagnia, accudimento, quando viviamo soli, o il nostro compagno o compagna non sanno offrirceli? Perché in questo periodo così tante coppie si stanno separando? Perché l’amore e la sessualità sembra che si siano ammalati?
Negli ultimi cinquanta anni ci ha accompagnato il modello di una famiglia formata da moglie, marito, figli. E’ un modello ancora valido? Quando uno od entrambi i partner sentono buono sciogliere la relazione, devono sentire di aver fallito? Devono vivere la scelta come colpa nei confronti di eventuali figli? E quando il bisogno di separarsi viene sentito unilateralmente da uno solo dei partner, c’è qualcosa in mezzo tra lasciare solo il compagno o la compagna al suo destino, e il farsi completamente carico del suo vissuto di abbandono? Cosa succede al nostro senso di famiglia quando lasciamo un compagno, una compagna, e noi o il partner dobbiamo lasciare la casa dei figli? E se il nuovo partner ha a sua volta lasciato il suo partner , ed ha figli? Potrebbe nascere una nuova prospettiva di famiglia, in grado di sanare queste fratture? E che risponda allo stesso tempo al bisogno umano di esclusività e protezione? Dove troviamo il coraggio di costruire il nostro futuro, quando le famiglie non hanno funzionato. Quando già più di una relazione di amore ci è andata buca?
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Serena Melloni - Dott.ssa Storia moderna.
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L’albero che torna a fiorire - Racconto di Hyemeyosts Storm
Barbara Favaro - Curatrice di Reading
Dr. Giuliano Guerra - Medico, Psicoterapeuta, Specialista in psichiatria e psicologia medica
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Vita di relazione: una via d’uscita tra bisogno di essere amati in modo totale e sfiducia in quello che riceviamo.
D.ssa Chiara Sozzi - Pedagogista, Terapeuta delle Relazioni Familiari.

Laboratorio: sentimenti, evocazioni sull’amore
Reading e Tecniche di scrittura creativa - Barbara Favaro
- Scrittrice.
GianMarco Bragadin - Editore di Melchisedek Edizioni, Autore di libri di ricerca esoterica
Anna Maria Bona - Scrittrice di libri per sensibilizzare al risveglio della consapevolezza
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Sessualità e unione intima: una via di crescita, di gioia e d’amore
Monica Antonioli - Formatore Umano. Studiosa di simbologia archetipica

Alle radici delle storie d’amore…la vita
Marina Traversi - Operatore Olistico - Process Acupressure, Italia
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Spettacolo teatrale
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Vorrei tentare il mare
Reading con testi prodotti dai partecipanti al laboratorio
a cura di Barbara Favaro - Canzoni a cura di Chiara Sozzi - cantate da Ornella Vanoni (omonima)

Danzarcana: l'Amore all'origine dell'Amore
Spettacolo di Teatro Vivencial

con la Compagnia degli Zelattori - Regia di Monica Antonioli
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Presentazione

Famiglia oggi: primordiale necessità biologica, cellula minima della società, catena invisibile, magico crogiolo di vita e d'amore?

Intendiamo esplorare i diversi aspetti di questa realtà, per condividere esperienze e punti di vista, alla luce di ricerche e di approfondimenti svolti da chi si dedica con professionalità al tema delle relazioni familiari.

L'idea del progetto è quella di partire da un'osservazione onesta della nostra vita: le gioie, le esperienze e i dolori che ci provengono dalla famiglia d'origine e da quella attuale.
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L'intento è ridare chiarezza e legittimità ai valori archetipici che risiedono in ognuno di noi.
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Si tratta di riorganizzare la percezione del nostro passato, di costruire su basi solide, capaci di guidarci verso nuove prospettive.
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Quando le radici sono robuste, è facile crescere e librarsi in volo. Quando si espandono e si ancorano al terreno scompare la paura e si apre lo spazio della creatività. Si accede così ad un luogo tutto da inventare, dove fioriscono trasformazione e guarigione e dove l'amore che è in noi può finalmente fluire.
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La famiglia diviene un contenitore che rende possibile intimità, conoscenza di sé, rispetto dell'altro e vera unione.
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Una fantastica rete che al tempo stesso raccoglie e diffonde vita allo stato puro, in perfetta armonia con l'eterno ritmo dell'Universo. Una realtà che può espandersi, per abbracciare qualsiasi forma di relazione umana: famiglie allargate di coppie che si sono riorganizzate, oppure di amici, di compagni di squadra, di persone che hanno, magari, interessi diversi, ma uno stesso radicamento. Luogo d'incontro quotidiano tra esseri umani che sanno riconoscersi l'uno nell'altro e trovare preziose risorse nella reciproca diversità.

Sciogliere il nodo di separazione e isolamento che nasce da schemi non più attuali diventa cruciale: insieme è possibile scoprire che "siamo tutti sulla stessa barca", indipendentemente dal fatto di essere in coppia, separati, single, figli o genitori. Insieme si accede all'energia necessaria per rivalutare ciò che ancora oggi rimane come realtà vitale e trasversale: la famiglia.
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E' una via per riappropriarsi della gioia e dell'immenso potenziale creativo della vita che risiede in ognuno di noi, e per donare ai nostri figli radici e ali per volare.
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